CON UN LIBRO IN MANO

 L’ATTUALITÀ DI PAPA GIOVANNI PAOLO I

 di Luciano Luciani

La beatificazione di papa Luciani, in San Pietro il 4 settembre scorso, ha visto la nascita di tanti libri sul papa veneto. Le edizioni Messaggero di Padova hanno lanciato una nuova collana, “Io sono polvere” (una metafora che ritorna spesso nella spiritualità di Luciani), e don Davide Fiocco ha scritto la prima opera: “Tracce di attualità. Giovanni Paolo I tra ieri e oggi”. 

La vita di Giovanni Paolo I

Il volumetto ripercorre tutta la vita del papa con l’intento di evidenziarne alcuni spunti di attualità, senza tralasciare i problemi che pure affrontò e inizia con un commovente ricordo. Nel marzo del 1978 il cardinale Albino Luciani andò al suo paese natale a predicare il quaresimale, un pomeriggio incontrò i ragazzini dell’ACR e dialogò proprio con Davide Fiocco, che aveva allora solo nove anni.

La famiglia

La famiglia del futuro papa viveva a Canale d’Agordo, un piccolo borgo alpino a 976 metri sul livello del mare, a 45 chilometri da Belluno, e l’economia della valle era esclusivamente agricola. Il padre, Giovanni Battista Luciani (1872-1952) aveva assaporato fin da piccolo l’emigrazione. Aveva sposato in prime nozze Rosa Angela Fiocco, che lo lasciò presto vedovo; in seguito si unì in matrimonio con Bortola Tancon e il 17 ottobre 1912 nacque Albino, battezzato subito dalla levatrice, essendo in pericolo di morte. Divenuto pontefice, dirà: “La mia famiglia era povera. Io posso confermare che, durante l’anno dell’invasione, ho patito veramente la fame, e anche dopo; almeno sarò capace di capire i problemi della fame!”.

La formazione

Nell’ottobre del 1923 entrò in seminario a Feltre e il padre gli raccomandò di essere “dalla parte dei poveri, perché Cristo era dalla loro parte”. Passò poi nel seminario di Belluno e il 7 luglio 1935 fu ordinato prete. Don Albino fu cooperatore al suo paese natale, poi cappellano ad Agordo e nell’estate del 1937 fu chiamato a Belluno come vicerettore del seminario, dove gli vennero via via affidati vari insegnamenti. Dopo la Seconda guerra mondiale nell’Agordino ci furono numerose rappresaglie e villaggi incendiati e don Albino più volte operò per la conciliazione.

Nel febbraio 1947 conseguì il dottorato in teologia e nel 1954 nominato vicario generale. Nel frattempo diede alle stampe il suo primo volume: “Catechetica in briciole”, dedicato “alla soave memoria della mamma, mia prima maestra di catechismo”. Nel tempo l’amore per lo studio, la ricerca e la vasta frequentazione anche della letteratura universale gli permisero di formarsi un notevole bagaglio umano e culturale. E una volta divenuto vescovo, gli uomini, con le concrete vicende della loro vita, non diventarono per Luciani solamente destinatari del suo magistero, ma fratelli di una comune vocazione, nell’affidamento alla misericordia, che tutti unisce.

Il motto episcopale

Il motto episcopale, “Humilitas”, segnerà l’orientamento costante nell’esercizio del suo ministero episcopale e petrino. Consacrato vescovo da Papa Giovanni, l’11 gennaio 1959 fece il suo ingresso alla sede di Vittorio Veneto, dove la sua attività pastorale si svolse sul piano spirituale, caritativo e culturale e dimostrando sensibilità verso i problemi sociali del territorio. Tra il 1962 e il 1965 partecipò alle sessioni del Concilio, dove fece un solo intervento, per iscritto, sulla collegialità episcopale. Il 15 dicembre 1969 divenne Patriarca di Venezia e il 16 settembre 1972, in viaggio verso il Congresso Eucaristico Nazionale di Udine, Paolo VI fece visita a Venezia e gli impose la stola papale, davanti alla folla in piazza San Marco.

Luciani diventa papa Giovanni Paolo

E… alla morte di papa Montini, il conclave, alla quarta votazione, elesse Luciani papa, che prese il nome di Giovanni Paolo: un gesto di affetto verso i due pontefici che lo avevano preceduto. Era il 26 agosto 1978 e il giorno seguente rivolse il primo radiomessaggio “Urbi et Orbi”, nel quale dichiarò le linee programmatiche del suo pontificato: la continuità del Concilio; la grande disciplina della Chiesa; la priorità dell’evangelizzazione; l’impegno ecumenico; il dialogo con il mondo; le iniziative per la pace universale. Nelle catechesi ripropose la bellezza della vita cristiana fondata sulle tre virtù teologali: fede, speranza e carità; facendole precedere, il 6 settembre, dalla virtù dell’umiltà. Nella tarda serata del 28 settembre 1978, Giovanni Paolo I morì improvvisamente, dopo appena 34 giorni di pontificato.

Davide FIOCCO, Tracce di attualità. Giovanni Paolo I tra ieri e oggi, Padova, Edizioni Messaggero, 2022, € 11,00.