I 25 ANNI DELLA MENSA ZAREPTA

Importante traguardo per la mensa Zarepta che festeggia i suoi 25 di servizio caritativo ininterrotto

di Anita Gasparrini

I clienti della mensa Zarepta

“Clienti”: così vengono chiamati gli utenti della mensa dei poveri della città, la Zarepta. Questa è una cosa che mi ha sempre fortemente colpita, insieme al fatto che il servizio di preparazione e distribuzione di un pasto giornaliero a tutti coloro che sono nel bisogno, avviene 365 giorni l’anno. Anzi: durante le festività i volontari, grazie alle relazioni con vari donatori, riescono ad offrire anche i cibi speciali, tipici di quei giorni. Accanto alla nuova mensa, situata al piano terra del PAS, l’associazione Zarepta, in collaborazione con le altre presenti qui, offre anche la possibilità di farsi una doccia e di lavare la biancheria nella lavasciuga industriale, a disposizione di chiunque sia in condizioni disagiate.

Venticinque anni di servizio ininterrotto

Una associazione a servizio dei bisognosi da 25 anni: il presidente, dott. Corrado Bruni, ci parla di questa gioiosa ed importante meta che la Zarepta ha raggiunto quest’anno: “Correva l’anno del Signore 1996 e il mondo era un po’ diverso da come è ora. Da un anno si era costituita l’Associazione Zarepta con lo scopo, sia pure non dichiarato, di istituire una mensa per i poveri. Già, i poveri: a quei tempi le nostre fabbriche lavoravano, la disoccupazione non era ai livelli attuali, nemmeno la Chiesa ascolana avvertiva la necessità di dar loro da mangiare: non si vedevano, non si sentivano o si vergognavano di esistere, nella società del benessere”, racconta il dott Bruni.

L’anima del progetto Anna Bonelli nel racconto di Corrado Bruni

“L’anima del nostro progetto – continua Bruni – si chiamava Anna Bonelli: si era messa al loro servizio, aveva fiuto per scovarli. A uno di loro, il più timido, lasciava ogni giorno una pentola piena di roba da mangiare dentro il confessionale di una chiesa. Intuì i bisogni, coinvolse parenti e conoscenti così, per vie provvidenziali, la nostra Associazione riuscì a reperire dei locali idonei per il servizio mensa, nello scantinato della casa canonica della chiesa di S. Maria Inter Vineas (Santa Bigna, per gli ascolani) e a ristrutturarli, giacché erano fatiscenti. Fu una ristrutturazione talmente ben fatta che i locali superarono intatti ben tre crisi sismiche (1996, 2009, 2016); a seguito dell’ultima e più devastante, il resto del fabbricato risultò inagibile ma il piano terra resistette senza nemmeno una crepa, permettendoci di continuare il servizio, tranquilli e al sicuro”.

L’inizio di tutto

“In quel 1996, reperiti i locali, le attrezzature di cucina, i tavoli e le sedie, tutto era pronto per iniziare. E il primo giugno – ricorda il presidente – si iniziò. Tre persone in cucina, una in sala. Ospiti: uno. Si chiamava Alessandro, divenne uno dei nostri tanti affezionati. Era di buon cuore, morì giovane e in silenzio. Dopo di lui gli ospiti divennero in media una decina al giorno; con loro crebbe anche il numero dei volontari, l’organizzazione si diede una struttura semplice e funzionale che ancora oggi esiste. Da allora il servizio non si è più fermato; fino a qualche anno fa riuscivamo a chiudere per manutenzione una quindicina di giorni a cavallo di ferragosto, facendo in modo di assicurare comunque il pasto a tutti. Oggi non ce la sentiamo più: i bisogni, Covid o non Covid, sono cresciuti esponenzialmente; arriviamo spesso a servire, in modalità asporto e nei nuovi locali del PAS, più di 85 pasti al giorno. Ma lo spirito con cui fu accolto Alessandro, quel lontano giorno di 25 anni fa, è rimasto intatto, come i locali della vecchia mensa”.

A noi, oltre che ad un grande augurio ai fondatori, agli associati ed ai volontari per questo importante anniversario, non resta che esprimere un enorme: grazie!