CENT’ANNI
Quando le associazioni davano fastidio: il caso dell’Azione Cattolica
Il 29 maggio 1931 il governo fascista decide di sciogliere i circoli giovanili cattoli-ci per procedere con decisione sul modello educativo dell’Opera nazionale Balilla
di don Elio Nevigari
Incaricato per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Ascoli Piceno

Pubblicato su “La Vita Picena” il 13 giugno 1931
Il governo fascista, soprattutto con l’Opera nazionale Balilla per l’assistenza e l’educazione fisica e morale della gioventù, puntava a inculcare un modello educativo volto a creare il “perfetto fascista”; per raggiungere tale “carattere” si stimolava l’emotività, opponendo i valori di azione ed esempio al concetto e alla teoria, interiorizzando certi modelli comportamentali in modo acritico attraverso l’attivismo collettivo.
Man mano che l’Azione Cattolica, alla formazione religiosa personale, univa la presenza ecclesiale capillare nel sociale, nella cultura e nello sport, i nodi tra i due modelli vennero al pettine e il 29 maggio 1931 i circoli giovanili cattolici vennero sciolti; nei giorni successivi la questura ne sequestrò le sedi.
Il messaggio che riportiamo, del vescovo Ludovico Cattaneo alla Gioventù Cattolica e ai parroci, è pubblicato su Vita Picena del 13 giugno 1931. Senza entrare, per ovvi motivi, nei particolari dei “gravi avvenimenti” accaduti, peraltro noti ai lettori, il vescovo con misura invita a proseguire, compatibilmente con lo stato di cose, la militanza cristiana, attendendo con preghiera e fiducia lo sviluppo della situazione in pace e nella legalità.
Il 29 giugno viene pubblicata l’enciclica “Non abbiamo bisogno”: Pio XI stigmatizza il proposito dello Stato di monopolizzare la formazione dei giovani su un modello totalitario e paganeggiante.
Alla fine, il 2 settembre 1931 viene raggiunto un accordo sulla ricostituzione dei circoli giovanili cattolici a queste condizioni: devono dipendere dal vescovo diocesano che ne nomina i dirigenti; non devono avere gruppi professionali e/o sindacali proponendosi solo una formazione spirituale; devono astenersi da attività agonistiche.
Tuttavia l’Azione Cattolica, pur costretta a non potersi inserire nella vita sociale, non solo sopravvisse, ma si rafforzò e da essa usciranno i quadri dirigenti della futura Democrazia Cristiana.
