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Il carisma che educa: una scuola per la crescita integrale
A San Benedetto del Tronto l’Istituto San Giovanni Battista rilancia la propria offerta formativa con progetti innovativi e una svolta bilingue. Al centro, la crescita integrale della persona e il legame con il territorio. Intervista alla Superiora, Suor Bozena Maria Furtak
a cura di Yuri Valori
Le scuole paritarie costituiscono parte integrante del sistema pubblico di istruzione, concorrono al servizio educativo offrendo titoli di studio con valore legale equipollente a quello statale. A San Benedetto del Tronto da ben 92 anni opera l’Istituto San Giovanni Battista, vera eccellenza del territorio.
L’Istituto è guidato dalle suore di San Giovanni Battista, per tutti le Battistine, fondate da Sant’Alfonso Maria Fusco. Il carisma della congregazione è quello dell’evangelizzazione, dell’educazione e della promozione umana e cristiana dei bambini e della gioventù, per cui non è un caso che Fusco, nato ad Angri a fine Ottocento, sia stato definito il don Bosco del sud.
Dal 1934 ad oggi intere generazioni di sambenedettesi, e non solo, hanno varcato la porta dell’Istituto di via San Martino. Qui incontriamo la Superiora, Suor Bozena Maria Furtak.
Iniziamo presentando le attività che svolgete…
“Nel 1934 venne aperto l’asilo infantile, che divenne poi scuola elementare e dopo nacque anche l’istituto magistrale. Oggi l’Istituto compie la sua missione nella scuola dell’infanzia, della scuola primaria e con il liceo delle scienze umane. Nel nostro territorio siamo l’unica scuola superiore paritaria cattolica.
Le attività sono conformi al nostro carisma educativo, formativo e di promozione della gioventù che proprio Alfonso Maria Fusco ha voluto. Siamo aperti a tutti, offriamo un’educazione e formazione umana e cristiana perché ciò che è umano è anche cristiano e viceversa.
Poniamo molta attenzione alla creazione di un’atmosfera familiare, vogliamo curare l’istruzione e la formazione integrale della persona, accompagnare la famiglia alla buona educazione dei figli, iniziare il processo educativo del bambino fin dalla prima infanzia e orientare i giovani a vivere la propria esistenza con responsabilità e rispetto”.
Il vostro istituto, oltre alle attività curricolari, è particolarmente impegnato anche su una dimensione di percorsi progettuali…
“I progetti ci aiutano a sviluppare la relazione, a migliorare la coesione nel gruppo, la collaborazione, il rispetto delle regole, l’ascolto.
Le attività progettuali, come quelle teatrale, artistico o sulla lettura, permettono anche l’espressione corporea e vocale, il potenziamento delle capacità comunicative, lo sviluppo del pensiero critico, creativo ed anche divergente.
Curiamo anche molto i viaggi di istruzione e le uscite didattiche, che sono momenti di crescita e di convivialità sia per la primaria, nei dintorni, che per il liceo, con mete europee”.
Per il prossimo anno scolastico si annuncia una importante novità. La scuola dell’infanzia e la primaria diventeranno bilingue. Perché questa scelta?
“Già da diversi anni la nostra scuola primaria fa potenziamento della lingua inglese facendo sette ore in lingua in alcune materie. Il bilinguismo vuole offrire un’opportunità formativa e culturale dando ai bambini la possibilità di apprendere il più precocemente possibile la lingua inglese in modo semplice e naturale attraverso un percorso ludico, educativo e didattico offerto da insegnanti madrelingua e specialisti. Il progetto consentirà ai bambini di avere da subito un’apertura mentale e anche una predisposizione a più culture. Il bilinguismo rende i bambini più stimolati, creativi e aperti alle novità. Si tratta di un arricchimento già da subito anche per i rapporti interpersonali e, in futuro, per le possibilità professionali”.
E poi c’è l’importante esperienza del liceo delle scienze umane, una vera e propria eccellenza…
“Il liceo delle scienze umane ha l’opzione economico-sociale ed è strutturato con due percorsi di potenziamento: artistico e sportivo. Si conservano i nuclei formativi essenziali con un forte innesto delle discipline specifiche. Tutto ciò consente agli studenti di proseguire la loro istruzione nelle diverse facoltà universitarie con un’ottima preparazione di base ma avendo nel bagaglio anche competenze più specifiche.
Non a caso abbiamo investito anche su spazi e attrezzature. Dal punto di vista artistico c’è l’aula dell’arte mentre da quello sportivo abbiamo strutture interne, campi sportivi per calcio, basket e padel”.
Immagino accada frequentemente di ritrovare in quinta liceo un ragazzo che ha frequentato la vostra scuola dell’infanzia…
“Sì, diversi alunni che hanno fatto da noi l’infanzia e la primaria sono ritornati al liceo, per cui c’è una continuità di rapporto davvero preziosa. Ma non solo: diversi nostri alunni sono nipoti degli alunni che frequentarono la nostra scuola magistrale.
E’ una cosa molto bella, che ci fa capire che questi giovani sono stati bene nella nostra scuola, che credono nell’insegnamento e nei valori su cui fondiamo la nostra azione. Noi puntiamo molto sull’attenzione alla persona, sull’orientamento alla crescita integrale umano-cristiana: solo questa permette di dare ai ragazzi le ali per spiccare il volo nel futuro. Continuiamo a costruire un ambiente in cui lo studio, la responsabilità e la passione possono tradursi in un’opportunità reale per il domani.
Tutto questo facciamo in risposta al nostro carisma e al desiderio del nostro fondatore. Lui diceva che dobbiamo nutrire per i bambini quella stima che meritano perché sono la speranza della società futura e, come diceva Giovanni Paolo II, possono fare della propria vita un capolavoro”.
Talvolta le scuole paritarie vengono confuse con diplomifici o luoghi vocazionali. Vogliamo dire una parola definitiva?
“Diplomifici? Siamo molto molto lontani da quell’idea e il livello di formazione dei nostri allievi è testimoniato dai successi nel percorso universitario e, poi, in quello lavorativo. Le nostre scuole sono fondate sull’impegno e la responsabilità degli alunni e non potrebbe essere altrimenti.
Sull’altro versante, è evidente che non abbiamo certo intenti vocazionali. La nostra è una scuola in cui c’è un orientamento valoriale, ma è una scuola destinata a tutti coloro che vogliono avere una formazione, senza nessuna barriera all’ingresso.
Cattolico, per noi, significa aperto a tutti”.
