In pellegrinaggio a piedi a San Gabriele

di Franco Laganà

Nel 2020 ricorreva il centenario della canonizzazione di San Gabriele dell’Addolorata. Tuttavia a causa della pandemia le celebrazioni sono slittate a quest’anno. Così, dopo i pellegrinaggi a Roma per il Giubileo e a Cascia per Santa Rita. Finalmente il gruppo “Pellegrini in cammino” della Pastorale diocesana del tempo libero, sport e turismo presieduta da Don Amedeo Matalucci ha promosso un nuovo pellegrinaggio. Anche questo è in collaborazione con il Capitolo Piceno della Confraternita di Santiago di Compostela. La data scelta è stata quella del 10 luglio, inserita nel programma delle celebrazioni come giornata del pellegrino. Perché è il giorno in cui nel 1859 il giovane Gabriele raggiunse il piccolo ritiro dell’Immacolata Concezione posto davanti al Gran Sasso. Così il gruppo si è mosso in pellegrinaggio a piedi a San Gabriele.

I preparativi

In passato dall’ascolano si partiva in pellegrinaggi a piedi da vari luoghi, come Folignano, Cagnano di Acquasanta e Rosara. Ma poi, con la motorizzazione avvenuta negli anni ’60 del secolo scorso, il pellegrinaggio in pullman o auto ha preso il sopravvento e gli itinerari a piedi sono andati in disuso.

Per il nostro pellegrinaggio a piedi si è individuato un itinerario da percorrere in tre giorni, basato su un percorso di bassa quota che passa per Civitella del Tronto, Campli e Teramo. In questo  il percorso può essere utilizzato in futuro anche come collegamento dei borghi storici a piedi ed in bici.

Da Teramo per Montorio al Vomano e Isola Gran Sasso si è optato per un itinerario diverso da quello stradale in uso per il pellegrinaggio annuale in notturna. Inoltre si è preferito un percorso più escursionistico, con passaggi lungo le sponde dei fiumi Vezzola e del Vomano ed una sosta alle Piane di Collevecchio, presso la chiesa di S. Emidio, tappa obbligata per gli ascolani.

In pellegrinaggio a piedi a San Gabriele

Breve descrizione del pellegrinaggio

Prima tappa

La prima tappa di 22 km per Civitella del Tronto ha avuto inizio sul sagrato del Duomo di Ascoli, dove si è svolta una breve cerimonia della consegna delle credenziali del pellegrino.

Dopo i passaggi per Marino del Tronto, Piane di Morro, Colle Cervinara (luogo segnato dal confine tra Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie), Faraone vecchia (visita alle rovine del suggestivo borgo), sotto l’abbazia di Monte Santo (il sacro edificio purtroppo è chiuso), il gruppo è stato accolto da fra Ugo e fra Carlo del Santuario francescano della Madonna dei Lumi, dove ha potuto pernottare.

Seconda tappa

Nella seconda tappa per Teramo, altri 20 km con poco dislivello nel paesaggio collinare cinto dal mare ad est e dai Monti Gemelli ad ovest, il gruppo ha sostato a Campli. Quindi i pellegrini sono stati accolti dall’assessore Melissa Galli, dal consigliere Agostino Rapini e dalla responsabile dell’Ufficio turistico Evelina Di Berardo. Visitata la Cattedrale che accoglie opere d’arte di Cola dell’Amatrice, i pellegrini hanno ottemperato alla salita in ginocchio dei 28 gradini di duro legno del Santuario della Scala Santa con la benedizione di Padre Charles.

Terza tappa

La terza tappa per raggiungere il Santuario di San Gabriele, 26 km e 850 metri di dislivello, è stata quella più impegnativa. A metà strada c’è stata la sosta alla chiesa di S. Emidio realizzata nel 1927 a Piane di Montevecchio (Montorio al Vomano). Siamo sati accolti da don Franco Marcacci e dalla comunità locale. Infine, dopo 10 ore di cammino, al canto di Santo Gabriello, il gruppo è finalmente giunto al Santuario. Dove ha sostato nell’edificio vecchio per la Messa e nel nuovo per una preghiera davanti alla tomba del Santo.

I partecipanti

Al pellegrinaggio hanno partecipato Don Amedeo Matalucci, Leonardo Di Iorio, Maria Grazia Faggianelli, Stefano Forlini, Franco Laganà, Sergio Spurio, Francesco Valente, con il supporto di Emanuele Cinelli ed Enrico Massi.

 

In pellegrinaggio a piedi a San Gabriele

Targa ricordo del pellegrinaggio

“Al padre passionista Vincenzo che ci ha accolto per la benedizione sul sagrato – racconta Sergio Spurio, uno dei partecipanti al pellegrinaggio – abbiamo consegnato una targa nella quale abbiamo ricordato la nostra provenienza dalla Marca, sulle orme del Santo che si era messo in cammino da Pieve Torina nel Maceratese e, dopo aver attraversato il Piceno, aveva raggiunto Isola Gran Sasso il 10 luglio 1859”.

Un pellegrinaggio dedicato ad Alfredo Mozzoni

“Con noi – ricorda commosso Don Amedeo Matalucci – era idealmente partecipe Alfredo Mozzoni al quale abbiamo dedicato il pellegrinaggio. Compagno di tanti cammini e pellegrinaggi, Alfredo ci ha lasciati il 25 aprile di quest’anno dopo breve malattia. Alla consorte Gabriella e alle figlie presenti sia alla partenza che alla conclusione abbiamo consegnato la credenziale di Alfredo timbrata come se fosse stato presente”.

Un suggerimento per chi vuole percorrere in futuro l’itinerario

A Francesco Valente, che ha partecipato all’ideazione dell’itinerario, in pellegrinaggio a piedi a San Gabriele, chiediamo di dare un consiglio per chi vuole percorrerlo.

“Il tragitto fatto ha richiesto uno sforzo aggiuntivo per riaprire i tratti di sentiero abbandonati da anni e ci siamo riusciti grazie all’aiuto di Tonino D’Andrea e Bruno Maravalli, soprattutto nel tratto finale dell’arrivo al Santuario. Per il futuro spero che i comuni attraversati, il Santuario stesso, si attivino per mantenere aperto il tracciato che richiede una piccola ma costante manutenzione annuale.